Michele D’Amico
Dentro Inverart – 2022 – Tra Volti

Perché Michele
di Francesco Oppi

Da molto tempo, dal 2004, seguo la direzione del PAG (Inverart). In questi anni circa ottocento ragazzi hanno potuto fare un’esperienza diretta di confronto con il pubblico, di impatto con la realtà. è fondamentale per un artista, o aspirante tale, fare questo passo, questo bagno empirico. Grazie al Comune di Inveruno, da decenni attento ai temi della cultura e dell’arte contemporanea, questi giovani si sono ritrovati assieme nel Padiglione e poi nelle vie del paese, hanno scambiato opinioni e idee, hanno verificato la loro reciproca posizione, hanno misurato i propri limiti e le capacità. Sì, il PAG è una vera palestra d’arte, il centro vivo e pulsante di un “distretto dell’arte contemporanea” partito dal basso anche sulla scorta dell’esperienza cinquantennale di sperimentazione in questo ambito del Guado. Lì li ho osservati e sono cresciuto con loro. Poi attraverso “Dentro Inverart”, questo significativo ciclo di mostre personali (sempre testimoniato da un catalogo come quello che ora sfogliate), ho potuto segnalare quelli più meritevoli in quel determinato momento; spunti diversi, tecniche e approcci differenti, poetiche personali, sempre stimolanti e curiose. Quest’anno, tra loro, abbiamo colto Michele D’Amico; giovanissimo allievo di Pittura in quell’Accademia di Brera che da anni (con la Società Umanitaria) è partner convinto di Inverart. Non avevamo ancora invitato un ragazzo così giovane, ma Michele ha tutte le qualità per proseguire un cammino importante, ricco di responsabilità e grandi meraviglie, il cammino dell’Arte. E come scriveva Leonardo Borgese sul Corriere della Sera di un giovanissimo pittore milanese negli anni ‘40 (mio padre Daniele)… “(…) con vari altri pezzi a colori o in bianco e nero prova di avere molta e niente affatto gratuita fantasia e una straordinaria forza nel rappresentare pittoricamente”. Ecco perché Michele.

Talento e tenacia
di Stefano Pizzi – Professore Emerito di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera

Una ricerca di Michele D’Amico del passato anno, costituita da un corpo di ritratti a olio su tela e tecniche miste e pastelli su carta, venne da lui titolata “Mai nati”, sinceramente non ho idea del perché a me comunque pareva che quelle opere fossero invece venute alla luce ed anche in maniera ottimale. Anche i suoi ultimi lavori che ho visionato non più di un mese fa, una serie di autoritratti affiancati da un cane, mi hanno colpito per l’ottima manifattura e per l’aspetto poetico figurale. Sì, perché il nostro oltre a percorrere l’itinerario della pittura dipinta, lo espleta pure in ambito iconico raccogliendo coraggiosamente il testimone dai maestri che lo hanno preceduto e collocandosi in una posizione alternativa all’attuale omologata produzione artistico visiva. La tal cosa a me interessa molto in quanto ritengo degno di apprezzamento chi, in ogni ambito espressivo, cerca di differenziarsi dai linguaggi imperanti del proprio tempo proponendo visioni altre e, in questo caso, realizzate con tecniche date per morte in più occasioni ed epoche da autorevoli voci del sistema dell’arte. Va da sé che la via della rappresentazione con colori e pennelli perseguita da Michele, al momento risulta assai poco gettonata, ma ritengo che il suo talento e la sua tenacia possano reggere ancora per molto tempo al fine di vedere premiata, sia nei siti espositivi di grande prestigio istituzionali, sia in quelli commerciali, una voce sinceramente autentica, scevra da facili virtuosismi e facilmente leggibile, quanto apprezzabile, anche da quel grande pubblico oggi più che mai distante dagli appuntamenti dell’arte contemporanea.

© i testi e le opere sono di proprietà dei rispettivi Autori.
Catalogo a cura delle Officine Creative del Guado
per Assessorato alla Cultura del Comune di Inveruno
Raccolto Edizioni – ISBN 978832248012
aprile 2019

 

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2014 – Giuseppe Abbati
2015 – Bros / Eleonora Corti
2016 – Emanuela Furlan / Carmine Sabbatella
2017 – Cristian Sonda / Eugenia Garavaglia
2018 – ivan 
2019 – Kia Ruffato / Andrea Fortini
2020/21 – Giorgio Aquilecchia
2022 – Michele D’Amico
2023 – Ilaria Berzaghi / Luca Caniggia
2024 – POIEO (Antonio Porta e Gianfranco Baruchello con opere di Emnuela Marrella)
2025 – IN RE – Giovanni Rubino / Guem Muk Lee

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