Inverart

Il Padiglione d’Arte Giovane di Inveruno è da sedici anni punto di riferimento per le giovani promesse della creatività e dell’Arte. È un momento espositivo multidisciplinare, arte visiva, musica e teatro. La manifestazione, unica nel suo genere, ha visto la partecipazione attiva di oltre 600 giovani creativi e ha ottenuto riconoscimenti da Regione Lombardia, Provincia di Milano e dall’Accademia di Belle Arti di Brera, sempre coinvolta fattivamente con l’esposizione di lavori di allievi selezionati. Dal 2006 Inverart gode del partnerariato di uno dei sei Enti Storici della Formazione di Milano: la Società Umanitaria. Attiva la collaborazione con il Liceo Artistico Einaudi di Magenta.
INVERART è una iniziativa organizzata dal Comune di Inveruno – Assessorato alla Cultura e alle Politiche Giovanili con Cooperativa Raccolto, Guado Officine creative dal 1969 e Associazione Rockantina’s Friends.

Estratti dal catalogo della mostra Alle fonti dell’Arte – 15 anni del Padiglione d’Arte Giovane (Raccolto Ed. 2018)

Alberto Jannuzzelli (Presidente della Società Umanitaria)
(…) sfogliando i cataloghi di questa iniziativa, mi sono subito accorto che, pur con i dovuti distinguo, Inverart sintetizza una parte di quanto ha fatto l’Umanitaria per i giovani nel corso del ‘900, facendoli appassionare al “fascino potente ed educatore dell’Arte”.
Due, in particolare, le considerazioni che mi sento di fare. Innanzitutto, trovo vincente l’idea che Inverart non sia una semplice vetrina, un palcoscenico, un’opportunità per far conoscere una selezione di giovani artisti del territorio; quello che io considero il plus valore dell’iniziativa è la decisione di far partecipare tutti i selezionati anche nella fase organizzativa ed allestitiva, come se fosse un vero stage professionalizzante: sporcandosi le mani, asciugandosi il sudore della fronte, lavorando fianco a fianco con coetanei ed esperti, si fa una esperienza che è anche cognizione di un mestiere che può dare grandi soddisfazioni.
In secondo luogo, mi piace immaginare i ragazzi di questi 15 anni di Inverart come i successori di quei provetti artisti artigiani che si formarono alle scuole d’arte applicata all’industria dell’Umanitaria oppure alla Scuola del Libro, quando le nostre aule scolastiche si trasformavano in ateliers (a Milano e alla Villa Reale di Monza), e gli studenti avevano la fortuna di seguire i corsi di alcuni dei migliori artisti del tempo, come Alessandro Mazzucotelli, Eugenio Quarti, Guido Marussig, e poi Albe Steiner, Bruno Munari, Bob Noorda, Giancarlo Iliprandi. Alla fine dell’anno una grande esposizione presentava il lavoro svolto e ogni studente si emozionava davanti al proprio lavoro e a quello dei compagni; talvolta c’erano anche i lavori dei “maggiori” che si mettevano in gioco in una prospettiva di passato e futuro, di passaggio del testimone di cui Inverart è certamente una valida trasposizione moderna.
Anche perché ogni anno a segnare il passo dei giovani selezionati di Inverart c’è sempre un artista di riferimento, un padre putativo: ne cito solo due, Lelo Cremonesi e Paolo Baratella, perché entrambi sono legati alla storia dell’Umanitaria: il primo studiò da noi durante gli anni Trenta, per poi tornarvi da grafico-designer-esperto di comunicazione visiva per ridisegnarne il logo (nel 1993); il secondo, oggi artista affermato in Italia e all’estero, insegnò pittura negli anni Sessanta, educando i ragazzi a destreggiarsi tra ingegno e maestria, tecnica e cuore.
I traguardi raggiunti in questi quindici anni sono davvero notevoli e mi rendono orgoglioso della partnership consolidata con Inverart: una manifestazione che non è una semplice temporary fair, ma un vero incubatore di artisti e di professionisti, a dimostrazione che “l’arte è la fonte eletta delle gioie dello spirito”.


Stefano Pizzi (Artista, responsabile Relazioni Esterne Accademia di Belle Arti di Brera)
Non poteva venire scelto un luogo migliore, quale la sede della Società Umanitaria, per celebrare il quindicesimo genetliaco della manifestazione culturale Inverart, che si è ormai accreditata come la più genuina, libera e scevra da qualsivoglia condizionamento tra le varie che si espletano nell’hinterland milanese. Ciò che accomuna infatti questo festival annuale delle espressioni artistiche, che si tiene nel territorio di Inveruno, ad una delle istituzioni storiche più importanti di Milano, non a caso legata anche da un partnerariato più che decennale, è l’offerta di una possibilità rivolta ai giovani prescindendo dal loro status.
Relativamente agli attori degli eventi di Inverart non mi riferisco, naturalmente, alla mera condizione sociale ma soprattutto alla diversità di quella formativa: trattasi di un’occasione aperta. Certo, anche l’Accademia di Brera ha una sua presenza ma non è la capofila o la coordinatrice dell’ambito artistico-visivo, i suoi allievi dispongono come tutti gli altri ragazzi di uno stand ponendosi all’attenzione e in discussione con il sempre numeroso ed attento pubblico che questo ormai calendarizzato appuntamento attira. La presenza, in questo modo discreta, di un’altra storica istituzione meneghina è stata, fin dalla seconda edizione, richiesta scientemente dalla Cooperativa del Raccolto non per qualificare araldicamente le esposizioni, quanto per avvicinare vieppiù giovani di differenti provenienze e studi al dibattito dell’arte contemporanea oggi più che mai complesso e diversificato da assonanze, dissonanze e talvolta antagonismi rispetto al suo sistema. Insomma una studiata politica di approccio e semina socioculturale che, nell’ambito di tre lustri, ha portato a casa risultati concreti.
Per questo, come cittadino milanese, non posso che invidiare l’Amministrazione Inverunese e non pormi uno specifico quesito: come mai la nostra internazionale metropoli non ospita nell’ambito delle sue innumerevoli iniziative culturali un’iniziativa similare, magari gestita dalla Società Umanitaria in qualità di garante morale, anche in varie sedi pubbliche quali auditorium, teatri, parchi e civici spazi espositivi?
So bene che ai quesiti spesso non corrispondono esaustive risposte, così come è difficile solo ipotizzare l’idea di una città ideale, ma in questa sede, oggi, davanti a queste opere ed ai protagonisti che testimoniano lo sforzo quindicennale di comunità che la city considera spesso solo realtà periferiche sono certo di trovarmi, con grande agio, nel luogo ideale.


Francesco Oppi (Direttore artistico)
Questa mostra, e il catalogo, sono suddivisi per annata. All’interno dei chiostri delle memorie e dei glicini della Società Umanitaria, nostro partner dagli inizi, abbiamo voluto idealmente ripercorrere i primi 15 anni di Inverart, un Padiglione d’Arte Giovane che crediamo abbia saputo rinnovarsi proponendo interessanti visioni, pur mantenendo la consolidata formula scaturita dall’idea nata dall’incontro tra l’amministrazione del Comune di Inveruno e la nostra cooperativa tra il 2003 e il 2004.
In allestimento, delle “lesene” a sezione triangolare ritmano gli spazi claustrali delimitando temporalmente le varie edizioni: il tempo dei ricordi, il tempo dei traguardi.
Queste strutture presentano per ciascun anno di riferimento: la copertina del catalogo, i partecipanti all’edizione (tutti, compresi i gruppi musicali), brevi testi riferiti all’edizione e qualche immagine significativa.
Per motivi di spazio, abbiamo per forza potuto invitare solo un gruppo rappresentativo di artisti, una piccolissima parte di coloro che meritavano di essere presenti  con le loro opere in questa mostra.
L’intento, in ogni caso, non è soltanto, o soprattutto, quello di presentare una selezione d’arte contemporanea, ma è quello di sottoporre all’attenzione dei visitatori, degli operatori, degli amministratori pubblici, delle aziende e dei privati che siano sensibili ai temi dell’arte e del suo valore socio-culturale, una buona prassi di proposta polivalente di arte contemporanea, dove il valore di intervento sociale è alto.
15 anni di lavoro con circa 600 ragazzi (il 9% è oggi un professionista del campo), 50.000 visitatori e, per ogni anno, 130 metri lineari espositivi con una media di 150 opere e idee creative in esposizione.
Niente premi, niente primi classificati; tanta formazione, tanti contatti creati, tante esperienze vissute in diretta costruendo insieme ad ogni edizione la nuova personalità del padiglione.
Sono grato a tutti gli artisti che hanno risposto positivamente all’invito. Grato alle persone che hanno deciso di sostenere economicamente i costi di questa iniziativa.


Sara Bettinelli e Nicoletta Saveri (Sindaco e Assessore alla Cultura di Inveruno)
Tra il 2008 e il 2009 la Fondazione Interarts ha realizzato uno “Studio sull’accesso dei giovani alla cultura”, commissionato dall’Education Audiovisual and Culture Executive Agency (EACEA) in collaborazione con la Commissione Europea. Lo studio presenta una panoramica sull’accesso dei giovani alla cultura nei Paesi europei, analizzando le opportunità che i giovani hanno di accedere e partecipare alla vita culturale e al tempo stesso le barriere che si trovano di fronte, sia nel ruolo di consumatori sia nel ruolo di produttori di cultura.
Può un piccolo Comune di provincia creare questa opportunità? Con orgoglio, possiamo dire che il Comune di Inveruno, accogliendo e sostenendo il progetto InverArt – Padiglione d’Arte Giovane, ha dato e continua a dare un importante esempio, che rimane tutt’oggi un unicum nell’ambito della Città Metropolitana di Milano.
Negli anni in cui il suddetto studio si è svolto, InverArt contava già cinque edizioni e oggi ci troviamo a festeggiare la quindicesima. Con una lungimirante intuizione l’Amministrazione Comunale si è fatta promotrice di un progetto culturale innovativo che ha messo insieme cultura, arte e giovani vincendo una difficile scommessa. Il progetto, offrendo ai giovani l’opportunità di valorizzare e promuovere la loro creatività artistica, è diventato un punto di riferimento per le giovani promesse dell’arte.
Con la preziosa collaborazione della Cooperativa Raccolto e coinvolgendo diversi attori che operano nel settore educativo e sociale, ha creato una spazio in cui i giovani sono partecipanti attivi e creatori e in cui si offre al pubblico la varietà dei linguaggi espressivi contemporanei.
La mostra “Alle fonti dell’arte”, ospitata nei chiostri della Società Umanitaria, è occasione per raccontare la storia e la crescita di InverArt e dimostrare che è possibile armonizzare politiche giovanili e culturali e che l’arte contemporanea è in grado di innescare processi di apprendimento nei giovani.
Tagliare questo importante traguardo, accresce la convinzione nella bontà del progetto e ci sprona a proseguire nella promozione della creatività giovanile e ad ampliare la rete di soggetti coinvolti affinché la manifestazione diventi sempre più condivisa e partecipata.


Gianfranco Accomando e Francesco Rimoldi (Presidente e Segretario generale di Fondazione per Leggere)
Fondazione Per Leggere è felice di accompagnare il viaggio di Inverart – Padiglione d’Arte Giovane, dal Comune di Inveruno fino alla prestigiosa sede della Società Umanitaria di Milano.
In questi 15 anni Inverart ha davvero rappresentato un riferimento nell’ambito delle progettualità in ambito socio – culturale per il territorio milanese, distintivo sia per l’intensità della condivisione di intenti da parte dei suoi sostenitori istituzionali, sia per la capacità di minimizzare la distanza tra gli ideatori del progetto e i suoi destinatari.
Inverart è protagonismo attivo dei giovani, spazio di passione, creatività ed aggregazione. Inverart è sperimentazione, modello di  formazione per i ragazzi e di cooperazione concreta tra i soggetti istituzionali coinvolti che trova, nella “politica del fare”, la propria specificità.
In questo senso, molti sono i punti in comune con le biblioteche di pubblica lettura che Fondazione per Leggere coordina sul territorio sud-ovest di Milano, in rappresentanza dei suoi 57 Comuni soci.
Da diversi anni la Biblioteca non è più solo il luogo in cui si applica un sapere biblioteconomico consolidato, semplice spazio di prestito e consultazione del patrimonio documentario, ma è sempre più laboratorio in cui elaborare nuove progettualità, metodiche innovative, pratiche inedite e servizi culturali avanzati. Il ruolo formativo delle Biblioteche non è più solo legato alla “didattica della Biblioteca”, ampliandosi per offrire nuove soluzioni e proposte in grado di intercettare le richieste ed i bisogni dei cittadini, trasformando i luoghi e gli spazi in riferimenti socio culturali imprescindibili per le nostre comunità.

I bibliotecari sono riusciti ad affrontare questa sfida grazie alle loro capacità ideative e creative, e soprattutto perché sono riusciti a costruire una rete di cooperazione con gli altri attori del territorio di riferimento, le associazioni,  le scuole, le cooperative ed i professionisti, con i quali condividere esperienze e costruire un nuovo paradigma di offerta culturale. La stessa natura giuridica del nostro Ente richiama i valori di riferimento del modello Inverart.
Fondazione per Leggere, fondata nel 2006 dalla necessità di accorpare i sistemi bibliotecari di Abbiatense, Castanese, Corsico, Magentino e Rozzano, appartiene alle fondazioni di partecipazione,  sintesi ed unione da un punto di vista giuridico tra l’istituto della fondazione tradizionale e quello dell’associazione.
Un modello aperto, che prevede la possibilità anche per i privati di avvicinarsi al mondo del non profit, condividendo le finalità e la mission di un Ente a prevalente natura pubblica.
Un’organizzazione influenzata e contaminata dalla ricchezza culturale del territorio, un modello di cooperazione istituzionale che, esattamente come quello di Inverart, funziona e che con il trascorrere degli anni si rafforza e si consolida.

 

Photo and video credits: Stefano Molino, Francesco Oppi, Armando Mascetti, Jose

INVERART 2019

Il Padiglione d’Arte Giovane di Inveruno è da sedici anni punto di riferimento per le giovani promesse della creatività e dell’Arte. È un momento espositivo multidisciplinare, arte visiva, musica e teatro. La manifestazione, unica nel suo genere, ha visto la partecipazione attiva di oltre 600 giovani creativi e ha ottenuto riconoscimenti da Regione Lombardia, Provincia di Milano e dall’Accademia di Belle Arti di Brera, sempre coinvolta fattivamente con l’esposizione di lavori di allievi selezionati. Dal 2006 Inverart gode del partnerariato di uno dei sei Enti Storici della Formazione di Milano: la Società Umanitaria. Attiva la collaborazione con il Liceo Artistico Einaudi di Magenta.
Padrini di questa edizione, gli artisti Luigi Granetto e Vincenzo Ognibene.