Dante 100X100 – le opere – PURGATORIO – artworks

Le tre Cantiche con tutte le 100 opere e le biografie degli artisti:

    

100

 

Artisti impegnati nella seconda Cantica – Purgatorio:
Francesco Correggia – Giovanni Mazza – Lelo Cremonesi – Michele Stasi – Topylabrys
Togo – Agustin Español Viñas – Carmine Sabbatella – Nico De Sanctis – Ernesto Saracchi – Carlo Ballerio – Massimo Silvano Galli – Fernanda Borio – Andres Romera Rodriguez – Gianni Gangai – Carmine Caputo di Roccanova – Giovanni Blandino – Mario Arlati – Lino Di Vinci – Raoul Cecchini – Silla Ferradini – Marit Amesz – Silvia Testerini Bono – Gianni Lattanzi – Gemma Romera Jordan – Alton Falcone – Joan Pasqual – Lia Cavanna – Luciano Gibboni – Cristina Fumagalli – Maria Luisa Ritorno – Silvia Manazza – Pino Deodato.

Francesco Correggia è nato a Catanzaro nel 1950, dal 1985 vive ed opera a Milano. E’ stato titolare della cattedra di Decorazione all’Accademia di Belle Arti di Brera. Membro del Consiglio Accademico e coordinatore dell’Istituto di Decorazione presso la stessa Accademia. Tra le numerose mostre e performances in Italia e all’estero ricordiamo: “Segno, territorio, avanguardia”, performance, Università popolare, Napoli 1977; “Giallo Arche”, Palazzo delle esposizioni. Catanzaro, 1982; “I Post Meridionali”, Centro Di Sarro, Roma, 1984; “Vele iconiche al Priamar”, Fortezza del Priamar, Savona, 1992 ; “Ultime generazioni, Italia 1950-1990”, XII Quadriennale, Palazzo delle esposizioni, Roma, 1996; “Arte Italiana 2000”, J.J. Brookings Gallery, San Francisco, California, 2000; “1991-2001”, Studio Legale Grimaldi & Associati, Milano, 2004.

Giovanni Mazza. Nasce a Roma nel 1934. Inizia giovanissimo a disegnare i ragazzi della strada. Notato dal pittore G. Ferrazza, riceve da lui i primi insegnamenti nello studio della figura. Sotto la guida del Maestro Beppe Assenza, inizia la sua attività espositiva. Viene segnalato all’iniziativa culturale “Arte nel Quartiere”, nel 1958. Alla “I Rassegna di Arti Figurative di Roma e del Lazio” (attuale Biennale di Roma) riceve la medaglia d’argento. Nel tempo approfondisce, attraverso un meditato studio personale, un proprio linguaggio pittorico che predilige le tematiche del vivere umano. Sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.

Lelo Cremonesi. Nato a Milano nel 1919. Grafico, fotografo, pittore, artista e designer, a lui si deve il logo della Nutella. Inizia la propria attività nel 1934, alla Arti grafiche Pizzi e Pizio. Nel 1939 passa allo Studio Boccasile, il mago delle affiches, dove conosce quello che sarà un compagno di avventure professionali per una vita intera, Gian Rossetti. Dal 1950 al 1980, insieme a Rossetti, è contitolare dello Studio Stile, prima agenzia pubblicitaria multinazionale in Italia. Ha svolto la propria attività nel campo creativo, della progettazione grafica e del design, senza mai abbandonare i suoi esperimenti visivi componendo alchimie grafico-astratte che sono divenute espressione di un’epoca, grazie all’iniziativa di Ferruccio Lucini che negli anni ‘60 lanciò una serie di volumi d’autore a tiratura limitata che oggi sono cult. Di lui ha scritto Dino Villani: “Si direbbe che, a volte, Cremonesi ponga delle forme in un caleidoscopio e le agiti sino ad ottenere la composizione grafica ideale”.

Michese Stasi. Nato a Torino nel 1964. Investigatore dell’immagine e della parola, dibatte e sperimenta costantemente i linguaggi del proprio creare, navigando tra le pieghe di una comunicazione e di una ricerca culturale sempre protesa all’arte, anche quando si concettualizza a favore dei mercati. Immergendosi con passione nelle emozioni e nell’impegno sociale e civile ha esposto in Italia e all’estero e ha vinto alcuni importanti premi tra i quali l’”8th European Fine Art Award” per la sezione monocrome e una menzione d’onore de la “Medalla Gaudì” nel 2002 a Barcellona. E’ tra i soci fondatori del sodalizio di intellettuali e artisti “Raccolto” alla Cascina del Guado. Dal 1997, sotto le insegne di “Oficina” inizia un’intensa produzione di segni e immagini fortemente concentrati sul mondo della comunicazione sociale.

Topylabrys è cresciuta sperimentando presso l’Azienda Mazzucchelli di Castiglione Olona dove incontra il fascino del Rodhoid. Da tempo coniuga la tecnologia di un materiale come la plastica con la naturalità primitiva del fuoco. La singolarità del suo lavoro nasce da una tradizione che, lungo la seconda metà del secolo, annovera le plastiche drammatiche di Burri e i simbolici cartoni di fuoco di Yves Klein. Negli anni ‘80 e ‘90 è ospite del laboratorio Montedison a Bollate (Mi) dove si esprime attraverso l’uso del riciclo del materiale creando i “Treliti” pietra del tremila. Numerose le mostre in Italia e all’Estero. L’artista applica le tecniche di pura ricerca per creare anche inediti oggetti d’Arte e di Moda. Con il nome di Ornella Piluso dal 1996 è l’ideatrice e la curatrice di “Arte da mangiare mangiare Arte”, manifestazione d’Arte con contaminazione di cibo. Espone in Italia e all’estero.

Togo (Enzo Migneco) nasce nel 1937 a Milano, dove vive e lavora. Dipinge dal 1957; alla fine degli anni ‘60 inizia la sua ricerca nel campo dell’incisione. Trascorre l’infanzia a Messina, città d’origine della famiglia e torna a Milano nel 1962. La prima mostra di rilievo è alla Galleria32 nel 1967, presentata da Raffaele De Grada, alla quale, nel capoluogo lombardo, seguiranno altre importanti personali presentate, tra gli altri, da Enzo Fabiani, Paolo Volponi, Giorgio Seveso, Luciano Caramel, Vincenzo Consolo, Gianni Pre. Nel 1982 espone a Palazzo dei Diamanti di Ferrara, a Wroclaw in Polonia e ad Helsinki in Finlandia. Nel 1989 la città di Messina gli dedica un’antologica curata da Lucio Barbera e nel catalogo, (Mazzotta ed., testi critici dello stesso Barbera, di Paolo Bellini e Luciano Caramel). Nel 2000 gli viene assegnato, a Roma, il premio “Antonello da Messina” per le arti Figurative. è titolare della cattedra di incisione presso l’Accademia di Belle Arti “Aldo Galli” di Como.

Agustin Español Viñas. (Barcellona 1929-2017). I suoi primi disegni risalgono al ‘45 e frequenta la Scuola Superiore di Belle Arti San Jorge di Barcellona. Dal 1951 comincia una serie di esposizioni, vincendo nel 1958, una borsa di studio a Parigi. In quegli anni entra nel Museo d’Arte Contemporanea e si afferma con esposizioni a Madrid, Parigi, Bruges, Bruxelles, Losanna. Nel 1968 giunge a Milano dove conosce il pittore Daniele Oppi con cui stringe un’amicizia. Da questo momento in avanti l’artista acquisisce una doppia appartenenza, alla Catalogna e all’Italia. Molti Musei di Arte contemporanea acquisiscono sue opere, e viene invitato in importanti conferenze sulla vita sociale, l’architettura e la pittura catalana. Nel 1984 è invitato dal comune di Robecchetto con Induno per la mostra con Colli, Oppi, Negri. Nel 1988 la Fondazione Corrente di Milano gli dedica una personale importante. Nel 1989 realizza il ciclo di undici opere per il “Millenario della Catalogna”, esposte in permanenza nel Castello di Platja d’Aro. E’ stato esule al Guado durante il franchismo.

Carmine Sabbatella. Nasce a Polla (SA) nel 1982. Laureato all’Accademia di Brera e specializzato nella stessa con lode in Arte e Antropologia del Sacro. Porta avanti, dagli anni ‘90, una ricerca sul segno e sulla scrittura utilizzando diverse tecniche.Viene spesso invitato a partecipare a convegni sul tema del sacro contemporaneo e sulla ricerca dei nuovi materiali. Hanno scritto di lui: Andrea B. Del Guercio, Jacqueline Ceresoli, Pierangelo Sequeri, Stefano Pizzi. Attualmente è tutor presso il dipartimento D.A.A.S. dell’Accademia di Brera. Ha esposto a Milano, Piacenza, Aosta, Venezia, Verbania, in Slovenia ed in altre sedi nel nord-Italia. Nel 2005 viene selezionato, con altri 3 allievi, dall’Accademia di Brera per partecipare ad Inverart-Padiglione d’Arte giovane.
E’ vicino alle idealità del Guado con cui condivide progettualità.

Nico De Sanctis nasce a Vinchiaturo (CB) nel 1950. Compie studi specifici in ambito artistico e umanistico. Il suo percorso pittorico si sviluppa in chiave ludica. Oltre ad essere uno sperimentatore nato, ed un curioso della materia, la sua particolare espressione pittorica lo porterà ad autodefinirsi “surrealista ludico”. Tra le opere più significative sono da segnalare: “La porta del Sole”, collocata presso la storica Libreria Bocca a Milano e la teca che custodisce l’ultima tromba suonata da Miles Davis che si trova in esposizione permanente a Palazzo Stravinsky di Montreux: l’opera è stata realizzata per il Festival Jazz del 1996. Nel corso degli anni ha esposto in Italia e all’estero e il suo lavoro pittorico procede di pari passo con la sperimentazione e con opere eseguite in arte applicata. Vive e lavora a Rivolta d’Adda.

Ernesto Saracchi. Pittore e incisore, nasce a Magenta nel 1948, dove vive e lavora. Si diploma fotografo grafico alla scuola Rizzoli di Milano, in seguito frequenta la Scuola d’Arte del Castello Sforzesco di Milano, e completa la sua formazione ai corsi internazionali di incisione presso l’Accademia Raffaello di Urbino sotto la guida di Carlo Ceci e Renato Bruscaglia. Inizia a disegnare e a dipingere ancora giovanissimo; le sue prime incisioni risalgono al 1966 e la sua attività espositiva intorno al 1970. Ha al suo attivo numerose mostre in Italia e all’estero. Scrivono di lui autorevoli critici, quali: Rossana Bossaglia, Mario De Micheli, Floriano De Santi, Roberto Pittore e incisore, nasce a Magenta nel 1948, dove vive e lavora. Si diploma fotografo grafico alla scuola Rizzoli di Milano, in seguito frequenta la Scuola d’Arte del Castello Sforzesco di Milano, e completa la sua formazione ai corsi internazionali di incisione presso l’Accademia Raffaello di Urbino sotto la guida di Carlo Ceci e Renato Bruscaglia. Inizia a disegnare e a dipingere ancora giovanissimo; le sue prime incisioni risalgono al 1966 e la sua attività espositiva intorno al 1970. Ha al suo attivo numerose mostre in Italia e all’estero. Scrivono di lui autorevoli critici, quali: Rossana Bossaglia, Mario De Micheli, Floriano De Santi, Roberto Sanesi ed altri. E’ inserito in cataloghi d’arte, quali ad esempio il DIC (Dizionario Incisione Contemporanea) e fa parte del Repertorio degli Incisori Italiani di Bagnacavallo. Sue opere si trovano in rilevanti collezioni private e in numerosi musei pubblici, come la Raccolta Bertarelli a Milano.

Carlo Ballerio. Nato nel 1961. Autodidatta, inizia con l’acquerello per poi passare alla tecnica ad olio dipingendo un figurativo nella tradizione impressionistica. Nel 1992, non riconoscendo più ciò che gli appartiene da ciò che è puramente “copiato”, distrugge tutti i lavori precedentemente prodotti, entrando in una crisi che lo porterà alla ricerca di sempre nuove possibilità espressive informali e concettuali. Inizia così a dipingere per cicli tra pieno e vuoto, tra buio e luce esprimendo “l’assoluto personale del vissuto quotidiano”. Il colore (a volte inchiostri) assume il ruolo di comunicatore di emozioni e di stati d’animo, i materiali da lui usati spaziano dalla carta cotone, al ferro, medium density, prediligendo comunque materiali consistenti e pesanti che permettano e aiutino nella ricerca di una luce e di forme sempre antiretoriche. Nel 2001, al “Concorso d’Arte San Remo”, si è classificato al secondo posto nel Premio della Critica Internazionale. Ha esposto in Italia in diverse personali e collettive. Collabora con la Libreria Bocca a Milano.

Massimo Silvano Galli. E’ nato a Bollate nel 1968 e vive a Novate Milanese. Da sempre impegnato in un incessante lavoro di sperimentazione e ricerca, percorre e precorre i paesaggi della Creazione attraverso quelle aree dell’avventura umana che guardano all’Arte, alla Cura e alla Comunicazione. Ha lavorato e vissuto alla Cascina del Guado, contribuendo alla crescita del Raccolto, per sette anni. Poliedrico sperimentatore dei linguaggi e dell’immaginario, affianca alla personale produzione estetica un’“arte di relazione” che si concretizza in percorsi di aiuto alla persona e nell’ideazione di progetti, strategie e dispositivi psicagogici, finalizzati alla realizzazione di “interventi di scultura sociale”. E’ socio fondatore del Raccolto.

Fernanda Borio. Nasce a Milano nel 1925. Allieva di Giacomo Manzù, si è diplomata presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Espone dal 1954. Svolge un’intensa e sensibile attività artistica che alterna ricerche pittoriche in varie direzioni a ricerche plastiche applicate e sviluppate con diversi materiali. Ha partecipato a numerose esposizioni di rilievo in tutto il mondo. Opere di Fernanda Borio si trovano presso collezioni private e pubbliche in Italia e all’estero.Nel 1998 esce la monografia “Fernanda Borio” (Bocca Ed. Milano) con testi di Roberto Sanesi e Milena Milani.

Andres Romera Rodriguez. E’ nato a Barcellona nel 1940. Ha studiato alla Scuola di Arte e artigianato del Capoluogo catalano. Come progettista meccanico e disegnatore di stampa e deformazione dei metalli, lavora per 40 anni in una multinazionale del settore e, parallelamente, proprio grazie all’esperienza progettuale applicata ai metalli, oltre a disegnare, inizia a informare e intagliare sculture utilizzando materiali e leghe trattati con acidi e bagni e poi integrati da inserti lignei. Segue da sempre, con curiosità, le correnti espressive catalane contemporanee, con particolare riferimento a Mirò, Tapies ed Español Viñas. Vive e lavora a Barcellona e Albinyana. Ha esposto in Spagna in varie sedi ed in Italia, da Sassetti Cultura a Milano. E’ socio del Raccolto e responsabile dei progetti europei della Associazione di artisti di Premià de Dalt (Barcellona).

Gianni Gangai. E’ nato nel 1957 a Milano. Studia comunicazioni visive, poi si occupa di tecnica scenografica. Dal 1984 espone in mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Un rigoroso approccio multimaterico, spesso concettuale e multidisciplinare lo porta a scoprire territori diversi, dal recupero di materiali e immagini, alla scrittura, all’ambientazione, all’azione. Un interesse particolare lo dedica ai processi di realizzazione piuttosto che al risultato finale del lavoro compiuto. Vive e lavora a Milano. E’ socio della Cooperativa Raccolto.

Carmine Caputo di Roccanova. Dopo aver conseguito i diplomi di Accademia di Belle Arti a Milano, prima pittura e poi scultura, si laurea in architettura (1998) presso il Politecnico di Milano con una tesi su Luciano Baldessari. Alla fine degli anni Settanta studia una serie di “quadri polifunzionali”. Nel 1983 vince il Premio San Fedele “Scultura giovani” e inizia la sua attività artistica con mostre personali e collettive. Dal 1996 è tra i promotori della manifestazione “Arte da mangiare mangiare arte”. Nel 1998 riceve l’incarico per una scultura al Cimitero Monumentale di Milano. Nello stesso anno gli viene pubblicato sulla rivista “Broletto” di Como il Nuovo Manifesto di Cucina Futurista scritto nel 1996. Nel 1999 partecipa al 1° Premio Nazionale di Architettura, Trevi Flash Art Museum con il progetto di un Museo di Cucina Futurista. Nel 2001 partecipa alla mostra dei soci al Museo della Permanente a Milano. Nel 2002 scrive il Manifesto Artfood. Vive e lavora a Milano.

Giovanni Blandino. Scultore, (Modica, 1938 – Magenta, 2020). Si diploma all’Accademia di Brera di Milano. Ha tenuto diverse personali in Italia. Tra le mostre collettive segnaliamo: nel 1976, “Ambiente come sociale” alla Biennale di Venezia; nel 1997, “Figurazione” alla Permanente di Milano; nel 2000 “Vanitas vanitatum et omnia vanitas” al Museo Sandro Parmeggiani di Renazzo (Fe) e ai Chiostri della Basilica di S. Stefano di Bologna. All’estero: “Senza Frontiere” Niigata City (JPN) Art Museum; “100 Artisti per un Museo” Galerie Classico- Berlino. Su invito partecipa alla “Biennale Internazionale d’Arte” di (Grameen) Turchia e al “II segno inciso” alla Galleria IX di Budapest nel 2005. Realizza, inoltre, sculture per spazi pubblici: nel 1977 per l’A.V.I.S. di Cento e nel 1989 per il Comune di Modica. Nel 2008 espone alla Permanente di Milano con Antonio Tonelli.

Mario Arlati. E’ nato a Milano nel 1947. Si forma artisticamente alla Scuola d’Arte del Castello Sforzesco a Milano. Secondo i canoni di questa formazione le sue prime opere sono nel più puro stile figurativo, ma negli anni ‘70, dopo un periodo di permanenza a Ibiza e la collaborazione con la galleria Van der Voort e con gli artisti della scuola informale spagnola e americana, abbraccia la pittura informale. Ha esposto in diverse mostre personali e collettive in Italia, Spagna, Francia e Germania, entrando a far parte di attente e raffinate collezioni private. Collabora con gallerie italiane e straniere e con studi di architettura per la creazione di spazi pubblici e di opere d’arte applicata agli arredi. Vive e lavora tra Ibiza e Milano.

Lino Di Vinci. Nato a Genova nel 1962, è diplomato in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Genova. Ha tenuto personali in Italia (Genova, Milano, Venezia, Lucca, Novara, Roma) e all’estero (Belgio, Francia, Giappone, Eire). Numerose le partecipazioni a interessanti collettive. Dal 1995 al 2003 ha realizzato opere pittoriche di grandi dimensioni sulle Navi “Splendid”, “Excelsior”, “Fantastic”, “Excellent”, “Superba”, “Suprema”, per il Gruppo Grimaldi “Grandi Navi Veloci”. Dice di lui Elisabetta Rota: “sirene e melusine cyberpunk, giardini segreti, scudi di Achille di rossa, eterna, ossessione… toccano corde profonde, coinvolgono, attirano con il loro canto malizioso… avviluppano…”.

Raoul Cecchini. Nasce a Ravenna nel 1958. Vive e lavora tra Milano e Camagna Monferrato.
Nel 1998 espone a Camagna Monferrato. Nel 1999, a Milano: all’Adima Art Studio, alla Galleria Bergognone e al Julien Cafè.Lo stesso anno accompagna, con le proprie sculture, una personale di Daniele Oppi a Moncalvo. Nel 2000 è all’Ex Corte d’Appello di Casale Monferrato. Nel 2001, al Guggenheim Caffè di Milano. Nella Pasqua del 2005 realizza l’installazione “Linea punto, punto linea” per l’altare maggiore del Duomo di Milano. Dice di lui Fabio Santopietro: “(…) l’arte di Raoul, che ha in sé quel tipo di fatica che titilla e insieme frastorna l’anima creativa e che a chi non la frequenta pare solo una passeggiata intellettuale, sembra venire in buona parte dalla spassosità del gioco (…)”. E’ socio del Raccolto.

Silla Ferradini. (Milano 1935-2018). Nato a Milano, inizia giovanissimo l’attività artistica studiando piano e composizione e formando un gruppo di ricerca in campo jazzistico. Negli anni sessanta ha i primi, intensi, approcci con la scultura e la scrittura. Nel ‘66 inizia il suo itinerario artistico da scultore. Già nel 1973 vinceva il Primo Premio per la scultura al “Concorso Nazionale di pittura e scultura Accademia Modigliani” e, nel 1975, il “Gran Prix Special” al Salon International de l’Art Libre al Palais de Beaux Arts di Parigi. Ha lavorato a scenografie per il teatro e il cinema. Ha realizzato con Shara Saiani un progetto di Tempio Universale. Ha esposto in numerose personali e collettive in Italia e all’estero. Ricordiamo che nel 2005, in concomitanza del MIART, realizza l’installazione “Grande Ricciolo di Donna”, opera in ferro alta otto metri, che suscita grande e inaspettato scalpore.
Nel 2007, presso il Museo della Fondazione Matalon a Milano, espone la “Lama d’autore per castrazione chimica” già presentata alla New York University, Casa Zerilli Marimò. Attualmente opera negli studi di Milano e di Casale Monferrato.

Marit Amesz. Nasce a Rijswijk (Olanda) nel 1959. Dal 1961 risiede in Italia. Nel 1977 segue i primi studi artistici in California al Junior College di Santa Rosa. Nel 1981 consegue il diploma di maestro d’arte in discipline grafiche presso l’Istituto d’Arte di Firenze. Nel 1987 si diploma in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha esperienze di allestimento/decorazione, fiere (Heliou) e vetrinistica (catene di grandi magazzini V. & D.) in Olanda. Tiene corsi di pittura e disegno. Dal 1990 al 1993 ha gestito il Caffè “Verderamo”, Castello Cabiaglio (VA), luogo d’incontro di artisti con organizzazione di mostre e iniziative culturali diverse. Ultimamente si è specializzata nella realizzazione di murales e si dedica alla creazione di maschere. I suoi lavori sono esposti in permanenza a Vence (Francia) alla Galerie “Regards”. Vive e lavora nella “casa del giardino” a Casalzuigno.

Silvia Testerini Bono. E’ nata a Sondrio nel 1977. Si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha acquisito una autonomia creativa, anche attraverso esperienze di impegno nell’ambito della comunicazione e della creatività, con Giuliano Bianucci e Pino Grosso prima, e, in seguito, con Daniele Oppi alla Cascina del Guado. Insegna in scuole statali e private. “I suoi disegni e dipinti, sempre ben curati, raffigurano spesso ombre e fantasmi che sono la materializzazione di intime delicatezze e testimoni di consapevolezze mai svelate”. Vive e lavora tra Milano e Roma. Oggi si occupa anche di restauro.

Gianni Lattanzi. Nasce a Roma nel 1962. Negli anni ‘80 si dedica alla pratica del kendo sotto la guida di Endo Junji. Nel 1990 si laurea in filosofia.Nel 1994-95 traduce con Fiamma Lolli poesie del vietnamita Thich Nath Hanh. Nel 1997 partecipa ad una collettiva organizzata dal Comune di Amsterdam. Ha esposto ad Amsterdam a: Fenomeen, Het Centrum van het integraale geneeskunde, il tempio della medicina alternativa. Nel 1999 tiene un seminario sull’arte e le tradizioni religiose della Roma antica e moderna all’Istituto Italiano di cultura di Amsterdam. Dal 2001 espone in mostre personali: presso la galleria Piciocchi a Roma; alla Art Walk Amsterdam; alla galleria “l’Altro-arte contemporanea” a Palermo; nella galleria-atelier Rainbow di Amsterdam; presso i due negozi di moda Wikkel ad Amsterdam e a Wageningen. Scrittore e amante del “ritratto dell’aura” (Nature vive). Vive e lavora ad Amsterdam dal 1995.

Gemma Romera Jordan. Nasce nel 1970 a Barcellona. Frequenta la Scuola Canigò di Sant Just Desvern. Nel 1985 entra nella Scuola d’Arte e Artigianato di Barcellona. Nel 1989 comincia a lavorare da “Ramòn alta joieria”, dove rimane, fino al ‘96, alla scuola di Jordi Lafita. Collabora poi con “Joan Gaig”, con Cartier, e con diverse oreficerie della città Catalana. Dal ‘97 al ‘98 arricchisce la sua esperienza affinando la tecnica dello smalto a fuoco. Dal 1995 realizza gioielli importanti per diversi collezionisti. Nel marzo del 1999 si trasferisce in Italia, alla Cascina del Guado di Robecchetto, dove allestisce un proprio laboratorio. Nel giugno del 2000 prepara una collezione per la Costa Smeralda, nello stesso anno tiene una personale a Cairo Montenotte: il Consorzio Valbormida le commissiona la collezione ispirata e dedicata ad Adelasia & Aleramo. E’ socio della Cooperativa Raccolto.

Alton Falcone. Scultore, utilizza materiali di recupero in ferro e legno. I suoi lavori sono in esposizione permanente nella sua galleria di San Gimignano. Altri sono in collezioni di tutto il mondo. L’Iliade di Omero diventa il primo tema al quale lega il proprio lavoro di ricerca artistica. Il suo entusiasmo si specchia anche nei progetti multidisciplinari di “ekphrasis”, come quello per “Echoes” o “Happy Prince”. Ha esposto principalmente in Italia e nel 2006 è entrato nel programma MA/MFA (Master of Fine Arts) della Stony Brook University di New York. Vive e lavora a Boston.

Joan Pasqual. Nato a Barcellona nel 1953. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Badalona, alla Scuola di Arti e Mestieri e alla Leonardo da Vinci di Barcellona (pittura e incisione). E’ socio fondatore, e attuale presidente, della Asociació de Artistas de Premià de Dalt. Dal 1999 è socio della Cooperativa Raccolto. Ha esposto in Spagna, Italia, Francia, Germania, Florida, Venezuela e California. La sua pittura è stata definita “specchio opalescente del mediterraneo, immagini tra solitudine ed energia”. Pittore e disegnatore raffinato, è anche animatore culturale infaticabile. Tra le numerose iniziative ricordiamo che ha promosso la traduzione del poemetto europeista “l’Orso europeo” di Gianfranco Draghi in castigliano e catalano. Nel 2007 è padrino del progetto “Inverart” che coinvolge annualmente oltre 50 giovani artisti e creativi, e quindi invitato ad esporre ad Inveruno.

Lia Cavanna. Di origine milanese, vive e lavora a Romagnano Sesia (NO). Da molti anni si forma, insieme ad altri artisti della zona, alla scuola di un grande pittore: Giuseppe Ajmone. Lavora all’acquerello ed altre tecniche ma ama in modo particolare il pastello su tela, una tecnica di grande fascino. Ha ricevuto il premio Mondadori e della Associazione Premio Ambiente Arte e il Primo Premio Città di Milano. E’ inserita in cataloghi d’arte come: l’Annuario Comed, il Quadrato di Milano, l’Art Diary International. Nel Repertorio degli Incisori Italiani, nel Gabinetto delle stampe Antiche e Moderne di Bagnacavallo (RA) e nel Catalogo degli Incisori Italiani di Vigonza (PD).

Luciano Gibboni. (Savona 1935 – 2015). Ha esposto recentemente al Real Club Roma su invito dello Sporting Club di Montecarlo, in occasione del gran gala di dicembre. Nel 2003 è stato invitato in Cina e i suoi 22 Arcani Maggiori dei Tarocchi, da allora, sono in esposizione permanente al Museo di Arte Moderna di Guangzhou (Canton). Ceramiche e dipinti di Gibboni (in arte Gibb) sono esposti in permanenza in numerosi show room degli Stati Uniti d’America. Ha tenuto varie mostre in Italia e all’estero. Nel 1978 ha realizzato il monumento ai caduti per la libertà a Savona inaugurato all’Italsider alla presenza del Presidente della Repubblica Sandro Pertini.

Cristina Fumagalli. Si diploma al Liceo Artistico S. Giuseppe di Monza poi si diploma in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano. Tra i numerosi premi ricordiamo, nel 1988, quello alla rassegna “Jovenes pintores de Europa”, a Benidorm in Spagna. Dal 1999 è titolare di cattedra di Applicazioni digitali per l’arte, nel corso Comunicazione e didattica dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Tra le personali si segnalano: 2003 – “Zerotre”, galleria d’arte 2000, Milano; 2001 – “Cristina Fumagalli”, galleria d’arte 2000, Milano; 2000 – “Per rubarti l’anima”, Sala espositiva, Borno, (BS). Ha partecipato a diverse iniziative di “Arte da mangiare, mangiare arte” e al Forum di Omegna.

Maria Luisa Ritorno. Nata a Milano, dove vive e lavora. Dopo il Liceo Artistico, si diploma all’Accademia di Brera con Tito Varisco e Guido Ballo. Docente in varie scuole statali, cerca di sviluppare negli allievi una libera, ma consapevole, creatività. Si esprime con varie tecniche, quali l’incisione, la cartapesta, la ceramica, lo sbalzo su rame. Nel 1999 diviene socia della Famiglia Artistica Milanese, dove consolida l’esperienza di modellato. Il suo percorso di ricerca plastica, prima figurativo, si volge poi verso una stilizzazione della figura. Affronta pure il tema della traduzione nel “suo” linguaggio di testi letterari. Ha partecipato a numerose manifestazioni artistiche, ricevendo segnalazioni e premi, tra i quali, in più edizioni, il premio di scultura “Cesare Pavese” a Santo Stefano Belbo (CN), e il I premio di scultura alla Biennale d’Arte di Sciacca (AG). Sue opere fanno parte di importanti collezioni private. E’ socio della Cooperativa Raccolto.

Silvia Manazza. Dopo aver seguito i corsi di grafica e pittura presso la Civica Scuola di Arti Visive di Pavia, si è perfezionata al Centro dell’Immagine di Milano con il maestro Mario Raciti. Avvicinatasi al mondo della pittura informale, presto approfondisce l’interesse e la conoscenza per la qualità espressiva dei materiali, in particolare sperimentando i valori della trasparenza. L’essenza, il senso ultimo celato entro la scorza delle cose, è l’obiettivo: da qui un fare artistico che cerca di penetrare entro ciò che normalmente non è visibile, anche con la tecnica radiografica, o al suo opposto rivestendo le forme con materiali precari, come la cera, pronti a disfarsi al sole e svelare il loro interno. Dal 1988 espone in Italia e all’estero. Hanno scritto di lei: Adriano Altamira, Camillo Ravasi, Mario Raciti, Claudio Cerritelli, Rossana Bossaglia, Valerio Dehò, Renato Barletta, Elisabetta Mossinelli, Giandomenico Semeraro, Giammaria Garavaglia, Fredi Suter, Roberto Borghi.

Pino Deodato. Nasce nel 1950 a Nao, un piccolo centro calabrese, dove vive un’infanzia serena trascorsa nel laboratorio del padre calzolaio e della madre che lo aiutava facendo le tomaie. Propone sempre un lavoro autonomo e originale, caratterizzato da una continua ed inesausta ricerca. Nelle sue opere si può riscontrare una figurazione limpida, semplificata, essenziale, che si caratterizza per il modo diretto di arrivare alle sensibilità di ciascuno. Ha esposto in numerose gallerie, sia in Italia che all’estero, fra cui: Galleria Ambrosino (Miami), Galleria Susanna Orlando (Forte dei Marmi), Galleria Cardi e Galleria Klerkx (Milano) e Claudio Poleschi (Lucca). I suoi lavori sono presenti in collezioni pubbliche e private. E’ socio del Raccolto. Vive e lavora a Milano.