Fervono i lavori al Guado. Con grandi sforzi, e più ampia felicità, ho attivato un nuovo periodo di lavori mirati al recupero e ripristino del Guado (che, oltre ad essere un riconosciuto centro culturale di eccellenza, è segnalato tra i beni di rilevanza storica e culturale da Regione Lombardia, oltre che dal FAI). Con amici volontari e ottimi professionisti, abbiamo fatto un lavoro attento e rispettoso della struttura, migliorando e aggiornando gli spazi e le funzioni. Aggiornamenti importanti anche alla darsena del Guado…

Sforzi davvero notevoli con risorse non grandi (ma sane) che provengono in gran parte da interventi culturali condivisi con il territorio e vanno a nutrire ancora la progettualità in questo ambito delicato e importante con un virtuoso ciclo di impegno nella nostra missione.
Cultura, arte e sviluppo della socialità sono i veri pilastri del futuro che immagino. Futuro dove la società ha compreso che non c’è civiltà senza equilibrio sociale e non c’è equilibrio sociale senza solidità culturale. Sì, solidità culturale! Altro che scuole/schiavificio…
Soddisfatti del lavoro svolto, con serena determinazione, procediamo insieme. Recuperare e salvaguardare la memoria è essenziale per poter progettare iniziative che siano innovative e sempre agganciate alla realtà: modelli e prototipi di intervento realizzati attraverso l’impegno e la professionalità degli artisti contemporanei; soggetti enzimatici da troppo tempo emarginati dal consesso decisionale.
Il mondo dell’Arte è importante, gli artisti sono deontologicamente ricchi di capacità di interpretazione della realtà e quindi di abilità nella predisposizione di buone risoluzioni.
D’altronde lo stesso mercato di riferimento ha bisogno urgente di riparlare con il mondo dell’Arte (con i suoi attori principali, in particolare), fittamente e con maggiore serietà.
Ricordo (con grande piacere e soddisfazione) che intanto è in fase di discussione una tesi magistrale sulla storia del Guado e sui nostri primi cinquant’anni. Il lavoro è frutto di una meticolosa ricerca di Marta Rumoro, laureanda in Lettere moderne all’Università degli Studi di Milano che la discuterà con Irene Maria Luisa Piazzoni, Professoressa di Storia della cultura contemporanea e di Storia del giornalismo.
Francesco Oppi
















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