In arrivo al Guado la pubblicazione e la mostra d’arte Memorie ancestrali attraversate da 25 haiku del poeta Gianni Bombaci.
Un viaggio nel tempo e in luoghi da sogno attraverso le opere “sostenibili” dell’artista milanese.
Presentazione il 14 giugno alle ore 11.00 durante Guado’s Alive 2025
Ingresso libero

Trovare radici
di Francesco Oppi
A volte senza interventi cromatici oppure con pochi ma vivissimi (e determinanti) colori, spesso con tocchi delicati e rispettosi, attraverso un senso maturo e architettonico di dimensioni, rapporti spaziali e prospettive, Vallini ne fa infine opere compiute. Opere ricche di vita nuova appunto; testimonianze di continuità spazio temporale e possibilità immanente di rinascita creativa.
L’intervento poetico a contrappunto di Gianni Bombaci impreziosisce davvero questo libro. Bombaci è un bravo poeta di cui ho avuto il privilegio (anche con mio padre Daniele) di editare varie sillogi; è una personalità significativa del mondo culturale milanese, lombardo e nazionale per impegno, dedizione e risultati.
Corrispondenze di visioni
di Rosella Prezzo
Chi, fin da piccolo, in un camminare senza fretta e un po’ sognante, per un bosco o in riva al mare, non ha frugato con l’occhio per terra, come a caccia di qualcosa di sorprendente pur non sapendo bene cosa? E, così facendo, si imbatte in un ciottolo, una conchiglia, un chiodo arrugginito, un pezzo di legno o di vetro che, come per incanto, s’accende nel suo sguardo di una forma inedita. Questo semplice gioco/passatempo d’infanzia può anche diventare il cuore di una ricerca e di un processo artistico accurato. Solo un artista/poeta può infatti trattare come arte degli objet trouvé; utilizzare materiali non convenzionali, “poveri”, come terra, pietra, legno e di uso quotidiano, per creare opere che rompono con le convenzioni. Solo un artista può fornire di un supplemento d’anima una “natura morta o silente”; solo un poeta può dare voce e parola a ciò che si può cogliere nel paesaggio con un battito di ciglia. In questa corrispondenza e, in un reciproco rimando tra parole e cose, tra forma e visione, si incontrano qui le “sculture radicali” di Roberto Vallini e gli haiku di Gianni Bombaci che fanno della immagine naturalistica il loro epicentro lirico e giocoso, salvaguardando brevi momenti d‘essere. (…)
Roberto Vallini
Nato a Milano nel 1945 ha iniziato giovanissimo a lavorare come operaio. Studente lavoratore dalle medie all’università è stato, nel 1974, eletto rappresentante degli studenti nel Consiglio di Amministrazione dell’Università Statale di Milano. Nel 1975 viene eletto Consigliere Regionale della Regione Lombardia. Giornalista dal 1976 è stato direttore della comunicazione dell’AEM di Milano, delle testate giornalistiche di Odeon TV, Antennatre Lombardia e Telereporter e portavoce del Presidente della Regione Lombardia. È autore di diversi saggi sulla comunicazione pubblica e sulla storia della Istituzione Regionale Lombarda. Dal Duemila, riprendendo una analoga “vocazione paterna”, ha iniziato a lavorare le radici, che sono state presentate al pubblico in diverse mostre personali e collettive. Il suo modo di operare e le sue opere possono essere, a pieno titolo, inserite nella corrente artistica dell’arte sostenibile. Dal 2022 aderisce allo storico gruppo milanese “Gruppo artisti di Via Bagutta” del cui direttivo fa parte.
Gianni Bombaci
Nato a Messina nel 1940, si trasferisce a Milano nel 1963, avviando una lunga carriera sindacale all’interno della CGIL. Dopo essere stato Segretario generale dei bancari e membro della Segreteria confederale della Camera del Lavoro di Milano, ha ricoperto il ruolo di Responsabile dell’Ufficio Europa. Parallelamente, ha coltivato un profondo amore per la cultura e la musica, inteso come mezzo di emancipazione per lavoratrici e lavoratori. Nel 1993 fonda l’Associazione Secondo Maggio, che organizza l’Atelier Musicale, un appuntamento imperdibile per gli appassionati. L’Atelier, ospitato presso il salone Di Vittorio della Camera del Lavoro di Milano, ha dato spazio a giovani talenti e artisti affermati come Enrico Intra, Stefano Bollani, Tullio De Piscopo, oltre ad accogliere personalità di spicco come Franco Cerri, Giorgio Gaslini e Ottavia Piccolo. Nel 2014 ha ricevuto il Premio Iseo Jazz, e la sua attività prosegue anche come Consigliere della Società Umanitaria, dove da più di trent’anni si occupa di promuovere attività culturali. Poeta: le sue raccolte, molte delle quali dedicate a Milano, hanno ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio di poesia di Castell’Arquato nel 2016. Con il conferimento della Medaglia d’Oro, nel 2025, la Città di Milano riconosce l’inestimabile contributo di Gianni Bombaci nel promuovere la cultura come strumento di emancipazione sociale e arricchimento collettivo.
Ha pubblicato: Le vie di Stendhal (Raccolto, 1998) Non dire vedo (Pulcino-Elefante, 2004) Cartacronache (L’Accademia, 2005) Attesa (MAP Editions, 2016) Due con Alfonso Alberti (Raccolto, 2018) Specchi con Agnese Coppola (Raccolto, 2019) Il Drago (Pulcino Elefante, 2020) Sciarada (Guado Edizioni, 2024) Nel 2016 ha vinto il “Premio Giulio Perotti Castell’Arquato, 2016.
Memorie ancestrali 2025
I edizione – maggio 2025 Cascina del Guado – Parco del Ticino Robecchetto con Induno (MI)
ISBN 979-12-81110-03-8 © Roberto Vallini © Gianni Bombaci © Guado Edizioni
Euro 12,00
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