Sì questo è il post del millennio, il post definitivo (naturalmente dopo quello che annuncerà il vaccino).
Lo è per me, lo è per quelli cresciuti al Guado, per quelli che al Guado hanno trovato la casa dell’arte, la casa della creatività, la casa della socialità.
Questa è l’insegna del Bar Italia; del mitico Bar Italia di Malvaglio (Robecchetto con Induno – MI).

BAR ITALIA… (geniale il battesimo di papà Daniele) Un segno, presagio di genitorialità sociale. Un luogo simbolo degli anni ’70 del ‘900, dove cultura, socialità, convivio si fondevano a dar spazio e tempo a quella utopia così fervida di cui ancora godiamo i tanti sacrifici. Il Bar Italia, nato in seno alla Comune del Guado, fu il primigenio tentativo di cooperativa culturale, fu la sede anche della LAL (Libera Associazione del Libro) che si occupò di “alfabetizzazione culturale” su questi territori e oltre. Da quella realtà o meglio, su quella esperienza, con quel nucleo di soci nacque la Cooperativa del Guado e poi la Fabbrica Italiana Idee, il Piccolo Naviglio Comunicazione, La Cooperativa Raccolto nel 1991…

L’ho trovata ieri, durante questi giorni di malsana malattia e altrettanta cura in cui, tra le altre cose, mi dedico alla casa, alla cura (non malsana) del Guado e del grande luogo d’accoglienza naturale in cui, da 500 anni, è ospite: era là tra i rovi di future more, sotto legna di robinia mai arsa, ancora buona per l’anno che verrà. Era al fondo del bosco che negli anni s’è preparato per bene.
Un bosco bellissimo che sarà interpretato da sambuchi profumatissimi e bianchi che daranno gioco ai bambini e marmellate a tutti. Un bosco che avremo il compito e la gioia di tenere in ordine, come sempre.

Questa insegna disegnata da Max Capa è un’opera d’arte certamente (tra l’altro miracolosamente conservata visto che è stata alle intemperie per 44 anni), ma è anche un simbolo e un segnale per me e per tutti i guadisti passati e presenti.
Deciso: la recuperiamo e la mettiamo in studio; poi la portiamo alla prossima mostra tra i giovani artisti (600 quelli passati ad Inverart…) e ne parliamo, magari invitiamo Max Capa, sta a Parigi… potremmo fare una video chiamata (ormai hanno imparato tutti!)

Ora, secondo voi con questa storia dovremmo pensare di non poter fare più quello per cui siamo stati cresciuti? Non poter fare cultura e socialità insieme?
Sarà molto difficile fermare la storia quando è fatta in diretta, da generazioni, da centinaia di persone (artisti, intellettuali, costruttori di futuro) collegate tra loro da passione, esperienze comuni, cultura e volontà. Perché il Guado non è solamente un luogo, è soprattutto un’idea.

Riprenderemo con più vigore a fare ciò che ci compete e a stare insieme per condividere cultura e arte, naturalmente con le nostre nuove Officine Creative del Guado dal 1969.
Cinquant’anni dopo, viva l’Italia, viva il BAR ITALIA!

 

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