Giovanni Marcora. La politica del coraggio. Inaugura il 12 novembre a Inveruno la mostra voluta dall’Amministrazione guidata da Sara Bettinelli in collaborazione con il Centro Studi Marcora per il Centenario della nascita di un politico pragmatico e creativo, rispettato in Italia e in Europa. Altre due iniziative a corollario completano l’importante anniversario che si svolge durante l’edizione 415 della Antica Fiera di san Martino

Inveruno ricorda la figura di Giovanni “Albertino” Marcora attraverso una mostra storico-documetaria. Con immagini spesso inedite e testimonianze di importanti personalità, la mostra ne delinea la figura di partigiano, politico e uomo delle istitituzioni. Allestita in sala Virga nella biblioteca comunale, la mostra sarà presentata, dopo il messaggio di Gianni Mainini, da Mariapia Garavaglia, Gianni Borsa e Patrizia Toia; presiede l’iniziativa e l’inaugurazione il 12 novembre alle ore 9.30, il Sindaco Sara Bettinelli.

Nato a Inveruno (MI) nel 1922, è comandante partigiano ed esponente della Resistenza, sindaco del paese dal 1970 al 1975 e dal 1980 al 1983. Prestò servizio come ufficiale nel reggimento di artiglieria di Bressanone. Dopo l’8 settembre si unì ai partigiani della Valle Olona, contribuendo a organizzare il raggruppamento Alfredo Di Dio, di cui divenne vicecomandante con il nome di “Albertino”. Partecipò alla liberazione di Domodossola e alla difesa della Repubblica dell’Ossola. Nel dopoguerra fu nominato Presidente della commissione nazionale per il riconoscimento delle qualifiche partigiane. Durante la Resistenza aveva stretto amicizia con Enrico Mattei al quale rimase sempre legato. Nel 1953 fondò LA BASE vivacizzando il dibattito interno alla DC del dopo De Gasperi.
Eletto, nell’aprile 1958, segretario provinciale della DC di Milano, rinnovò il partito attraverso il consolidamento dei rapporti con la società civile e con il mondo del lavoro. Con la costituzione, nel 1963, del primo governo Moro, si realizzava l’obiettivo per il quale si era battuto. Alle politiche del 1968 fu eletto al Senato, dove sarebbe stato confermato nelle successive elezioni del 1972, 1976 e 1979.
Fu promotore della legge che, nel 1972, riconobbe ai giovani chiamati ad assolvere gli obblighi di leva il diritto all’obiezione di coscienza. La legge fu molto osteggiata, e non era certo perfetta, ma fu il primo passo verso il vero riconoscimento di questo diritto.
Ministro dell’agricoltura ininterrottamente dal 1974 al 1981, fu personalità determinante, stimata e quasi temuta, nella politica italiana e dell’Unione Europea. Dopo questa decennale esperienza, sempre nel 1981 fu nominato ministro dell’Industria, Commercio e Artigianato nel governo Spadolini fino al 1° dicembre 1982.

Giovanni Marcora morì nella sua Inveruno il 5 febbraio 1983. Con quella in sala Virga (curata da Francesco Oppi del Guado), sono attive altre due interessanti mostre, una dedicata all’uomo Marcora alla tenuta Bramasole e un’altra nella, suggestiva cornice di Villa Verganti Veronesi, dedicata al monumento realizzato nel 1988 dall’artista Remo Brindisi.

Il primo dei 18 pannelli dedicati alla figura di Giovanni Marcora.
L’ingresso alla mostra è libero negli orari della Biblioteca di Inveruno

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