Francesco Oppi è stato intervistato in Libreria Bocca da Giorgio Lodetti e Paola Ceretta per approfondire la storia, l’evoluzione e il valore culturale della Cascina del Guado. Nel corso dell’intervista ha illustrato progetti come Inverart, le attività editoriali e il recupero dell’archivio storico, sottolineando il ruolo della cultura quale strumento di crescita civile e coesione sociale. Ha inoltre presentato le prospettive future della Cascina, tra nuove collaborazioni artistiche e musicali (ad esempio GuadoJazz con il Maestro Enrico Intra) e iniziative di valorizzazione del patrimonio. L’incontro è stato infine occasione per promuovere il sostegno alla Cascina del Guado nell’ambito del censimento “I Luoghi del Cuore” del FAI, evidenziando l’importanza della partecipazione collettiva nella tutela e nella trasmissione di un patrimonio storico, artistico e culturale con una riconosciuta funzione pubblica.

Dalle origini alla famiglia Oppi: la storia della Cascina del Guado
Dalle origini alla famiglia Oppi: la storia della Cascina del Guado
La storia della Cascina del Guado, a Malvaglio, nel territorio di Robecchetto con Induno, lungo il Naviglio Grande, si intreccia con quella di una stagione importante della cultura e della partecipazione civile italiana. Nel 1969 Daniele Oppi, artista e comunicatore, recupera l’antica struttura e ne fa un laboratorio di sperimentazione, incontro e produzione culturale, insieme alla compagna Franca Stangherlin. Nasce così un’esperienza comunitaria nella quale arte, informazione, ambiente e impegno sociale diventano strumenti integrati di trasformazione della società.
Dal Guado prendono forma progetti destinati a superare i confini locali. La LAL (Libera Associazione del Libro) si inserisce in un percorso di diffusione culturale che contribuirà in modo determinante alla fornazione e allo sviluppo dei moderni sistemi bibliotecari. Anche la storia del Parco del Ticino trova al Guado uno dei suoi luoghi principali di elaborazione e costruzione, in un’esperienza che lega la tutela del paesaggio alla consapevolezza ambientale e alla partecipazione delle comunità sin dal 1970 (tutti i documenti sono disponibili alla Cascina del Guado).
Un ruolo particolarmente significativo è svolto dalla Cooperativa Il Guado attraverso la progettazione e la realizzazione di giornali comunali: un’esperienza di comunicazione pubblica capillare che ha anticipato temi e pratiche del giornalismo di prossimità, contribuendo fortemente a delineare alcuni tratti distintivi della migliore informazione contemporanea.
Dopo la scomparsa di Daniele Oppi, nel 2006, il figlio Francesco Oppi raccoglie e rinnova questa eredità (attraverso la Cooperativa Raccolto), sviluppando nuovi progetti culturali e creativi, attiavando anche nuove e importanti collaborazioni con enti e istituzioni. Tra questi spicca Inverart – Padiglione d’Arte Giovane, nato nel 2004 dalla sua intuizione in collaborazione con il Comune di Inveruno, diventato negli anni uno spazio di riferimento per la valorizzazione dei giovani artisti, delle espressioni contemporanee e della progettualità in abito culturale per le nuove generazioni. Con la nascita di Guado Officine Creative dal 1969, Francesco innova il percorso, offrendo la cascina come luogo di incontro tra arte, territorio e società.

La Libreria Bocca dal 1775 e il legame con la Cascina del Guado.
La storia della Libreria Bocca è una vicenda che attraversa più di due secoli di cultura italiana e che, grazie alla famiglia Lodetti, ha trovato un nuovo modo di dialogare con l’arte contemporanea. È anche una storia di incontri, amicizie e progetti condivisi, che conduce fuori dal centro di Milano, fino alla Cascina del Guado, luogo legato all’esperienza artistica della famiglia Oppi.


Giorgio Lodetti alla Libreria Bocca in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano.

Dalle origini settecentesche alla famiglia Lodetti
La storia della Libreria Bocca comincia nel 1775 a Torino, quando i fratelli Bocca avviano un’attività libraria ed editoriale destinata a lasciare un segno nella cultura italiana. Le radici della famiglia risalgono ad Asti, dove Antonio Secondo Bocca era attivo come stampatore già nella prima metà del Settecento.
Nel corso del tempo, la casa editrice e libreria attraversa diverse città, tra cui Torino, Parigi, Firenze e Roma, fino a consolidare la propria presenza a Milano. La sua storia si intreccia con quella dell’editoria italiana: le pubblicazioni dei Fratelli Bocca spaziano dalla filosofia alla letteratura, dalla psicologia alle scienze, con autori come Silvio Pellico, Vincenzo Gioberti, Friedrich Nietzsche, Søren Kierkegaard e Cesare Lombroso.
La svolta decisiva per la libreria milanese arriva alla fine degli anni Settanta, quando l’attività passa alla famiglia di Giacomo Lodetti, che dal 1979-1980 ne sviluppa progressivamente la specializzazione nei libri d’arte. La libreria non è più soltanto un luogo dove acquistare volumi: diventa uno spazio in cui il libro dialoga con l’opera, la ricerca storica e la produzione artistica contemporanea.
La sede nella Galleria Vittorio Emanuele II, nel cuore di Milano, si trasforma così in una sorta di gabinetto delle meraviglie: libri, cataloghi, monografie, mostre e incontri convivono in un ambiente in cui la tradizione non è separata dalla sperimentazione.
Dal 2013 Monica e Giorgio Lodetti guidano la libreria, proseguendo il lavoro di valorizzazione di questo patrimonio. Il riconoscimento di Bottega Storica del Comune di Milano, ottenuto nel 2005, e quello di Locale Storico della Lombardia, nel 2006, testimoniano il valore della sua continuità nel tempo.

Lo Studio 70 alla Cascina del Guado sul Naviglio grande a Robecchetto con Induno (MI).

L’incontro tra Giacomo Lodetti e Daniele Oppi
Il rapporto tra i Lodetti e la famiglia Oppi nasce da una sensibilità condivisa: l’idea che la cultura e l’arte debbano vivere nei luoghi quotidiani, attraverso il dialogo tra artisti, intellettuali, editori e cittadini.
Un momento significativo di questo incontro è documentato quando Giacomo Lodetti e Franco Floreanini invitano Daniele Oppi a un’esposizione personale alle Segrete di Bocca.
Daniele Oppi, pittore e comunicatore, aveva fatto della Cascina del Guado il centro della propria esperienza culturale a partire dal 1969. Immersa nel paesaggio del Parco del Ticino, lungo il Naviglio Grande, la cascina stava diventando un laboratorio di sperimentazione, aggregazione e produzione artistica originale e innovativo.
Il Guado rappresentava dunque qualcosa di più da un luogo bellissimo: era una comunità di persone che cercava nuove forme di relazione tra arte, società e territorio. Dopo la scomparsa di Daniele Oppi, nel 2006, il figlio Francesco Oppi ha continuato a custodire e rinnovare questa vocazione, sviluppando progetti culturali e creativi che hanno portato nel 2011 il Guado ad essere riconosciuto tra i Centri e Luoghi dell’Arte contemporanea di Regione Lombardia.

Negli anni il dialogo si è tradotto in iniziative concrete, nelle quali la libreria Bocca e la cascina del Guado hanno messo in comune le competenze e reti culturali.

  • Dante 100×100. Nel 2001, un incontro tra Giacomo Lodetti e Daniele Oppi, fondatore del Guado, è all’origine di un progetto dedicato ai cento canti della Divina Commedia, interpretati da cento artisti. L’iniziativa, portata a compimento da Francesco Oppi con il contributo di storici e critici d’arte come Rossana Bossaglia, Giorgio Seveso e Andrea B. Del Guercio, è diventata (dal 2007) una mostra itinerante accompagnata da relativi cataloghi (oggi da collezione).
  • Segnalibro d’artista. Nel febbraio 2020, alla Cascina del Guado, Giorgio Lodetti er Francesco Oppi hanno collaborato a un omaggio a Daniele Oppi attraverso una mostra di oltre duecento segnalibri artistici. Il progetto ha unito la memoria dell’artista alla partecipazione di numerosi creativi.
  • Incontriamoci al Guado e social TV Bocca. Nel periodo del Covid, Francesco Oppi e Giorgio Lodetti hanno dato vita (spesso collaborando) a cicli di trasmissioni e incontri culturali in diretta, coinvolgendo artisti, musicisti, poeti e intellettuali. Un progetto che ha trasferito nel mondo digitale lo spirito delle due realtà.
  • La collaborazione al Padiglione d’Arte Giovane. Sin dalle prime edizioni, periodicamente, la Libreria Bocca ha selezionato artisti per la partecipazione ad Inverart.
  • La passione per la divulgazione della cultura del contemporaneo con Arte Incontro in Libreria e i giornali dell’Arte del Guado. Ogni progetto significativo viene registrato in modo carteceo affinché non venga perso. Il Guado e la Libreria Bocca sono, da molti anni e con sfumature differenti, autorevoli soggetti per la divulgazione della cultura e del dibattito sull’arte contemporanea.

Due luoghi, una idea di cultura assimilabile. La grande Città possibile…
La Libreria Bocca in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano e la Cascina del Guado sul Naviglio Grande a Robecchetto con Induno sono ambienti diversi. La prima è lo scrigno più prezioso del cuore monumentale della Milano urbana; la seconda è un luogo magico, un’architettura in perfetta armonia con la natura nel cuore del Parco del Ticino. Entrambe sono però veri punti di riferimento per chi considera la cultura un’esperienza viva, costruita attraverso l’incontro e la relazione.
La famiglia Lodetti ha mantenuto la Libreria Bocca come luogo di conservazione della memoria editoriale e, contemporaneamente, come spazio aperto alle nuove espressioni artistiche. La famiglia Oppi ha continuato a fare della Cascina del Guado un laboratorio in cui l’arte può incontrare la società per fecondarla con idee e proposte a partire dall’impegno degli artisti.
Il filo che unisce le due realtà è quindi una concezione della cultura come bene condiviso: il libro che incontra l’opera d’arte, la memoria e la sperimantazione che generano nuove iniziative, la tradizione che si rinnova in una Città metropolitana tutta da implementare anche a livello socio-culturale.
È forse questo il significato più profondo del rapporto tra la Libreria Bocca e il Guado: non soltanto una serie di proficue collaborazioni, ma una comune fiducia nella possibilità di creare cultura attraverso luoghi riconosciuti e riconoscibili, relazioni durature e progetti utili a coinvolgere generazioni diverse in un territorio ‘spaziotemporale” destinato ad essere unitario.

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